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LA FAMIGLIA PELLETTA

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La Famiglia Pelletta fu la prima dinastia di una certa rilevanza feudataria di Frinco. Furono Signori anche di Chiusano, Soglio, Cossombrato, Casasco, Cortandone, Cortazzone,lo stemma della Famiglia Pelletta Corsione, Piea, Cortanze, Cisterna.

Lo stemma era formato da scudo d'oro, con un leone azzurro con corona, con lingua fuoriuscita ed armato di artigli rosso, col motto "né troppo né poco".

Fu una delle più antiche famiglie della nobiltà astigiana, i suoi membri godettero di notevole prestigio anche fuori provincia, alcuni di essi parteciparono attivamente alla politica del libero comune di Asti, che fece del commercio e delle attività bancarie il suo punto di forza e di sviluppo; proprio per questi motivi i Pelletta ebbero un ruolo importante in Asti visto che erano fra i più antichi ed accreditati banchieri non solo nel  libero Comune ma anche in Francia, in Savoia, in Svizzera e in Valle d'Aosta
I Pelletta presero parte anche alle lotte fra le fazioni astigiane dei Guelfi e dei Ghibellini, schierandosi con quest'ultimi.
Ad Asti essi furono proprietari di vari importanti palazzi. 

Fra i personaggi della Famiglia vanno ricordati:

Raimondo    fu al fianco di Goffredo di Buglione durante la prima crociata in Terrasanta fra il 1096 ed il 1099, durante la quale ricoprì varie cariche militari distinguendosi per astuzia e valore. Quando tornò in patria fece costruire il castello di Torre di Valgorrera, nei pressi di Dusino. Morì ad Asti nel 1137.
Manuello
    fu podestà di Genova nel 1284
Oberto
    fu capitano del popolo a Cherasco nel 1294
Orazio
    fu balivo, cavaliere di rango superiore, di Sant'Eufemia e generale delle galere nel 1299
Enrico
    nel 1305, dopo essere cacciato da Asti dai Guelfi, si rifugiò col suo seguito nel castello di Cossombrato, ma dopo l'assedio guidato dal podestà di Asti Guglielmo di Mombello, sostenuto dai Solaro e dai Guelfi stessi, fu costetto ad arrendersi.
Daniele
    fu uno dei savi che nel 1340 sanzionarono i capitoli della nuova società nobile astese, formatisi nel 1339
Grenone
    fu ambasciatore del libero Comune di Asti presso Luchino Visconti, Signore di Milano, nel 1342.
Gian Francesco
    fu cavaliere di Rodi e fu ucciso dai Turchi nel 1371.
Ludovico
    fu fra gli eletti nella città di Asti per la riforma degli Statuti, avvenuta nel 1379.
Margherita
    attorno al 1500 fu una delle più apprezzate poetesse dell'epoca
Melchiorre
e Giovanni    furono rispettivamente podestà di Milano e Pavia verso il 1540.
Iacopo
    fu un illustre medico che nel 1570 pubblicò alcune opere scientifiche.
Ludovico
    fu dottore in legge ed autore nel 1573 di alcune opere di materia legale.
Melchiorre
    nominato vescovo nel 1570, fu governatore pontificio della città di Assisi.


Questi i feudi posseduti dalla Famiglia Pelletta:

Chiusano    questo feudo era diviso fra vari signori e pure devastato dalle lotte fra Guelfi e Ghibellini; i Pelletta lo riunirono sotto la propria Signoria nella seconda metà del XV secolo, anche se ne erano parzialmente proprietari sin dal XIII secolo
Frinco    nel 1277 ne risultano feudatari sino a cederne gradualmente ai Turco la Signoria, i quali ne furono globalmente investiti nel 1342.
Soglio
    i Pelletta ne divennero feudatari nel 1300 e lo conservarono per vari secoli, finché non lo cedettero agli Asinari nel 1561. 
Casasco
    nel 1313 Brando Pelletta acquistò metà di questo feudo, parte che fu rivenduta agli Asinari successivamente.
Cortazzone
    nel 1314 la Chiesa di Pavia concesse questo feudo ai Pelletta, questo territorio divenne feudo pontificio nel 1473.
Cossombrato
    divenne feudo della famiglia parzialmente nel 1383 ed interamente nel 1391.
Cortandone
    nel 1337 Domenico Pelletta venne investito di questo feudo che rimase nelle mani dei Pelletta sino al 1491.
Piea
    nel 1328 i Pelletta ricevettero in eredità questo terittorio che cedettero ai Roero nel 1345.
Corsione
e Cortanze    questi due feudi furono concessi ai Pelletta dal Vescovo di Asti nel 1329, ma nel 1475 papa Sisto IV privò dei diritti di successione i figli di Daniele, concedendoli al proprio nipote Antonio Della Rovere di Aragona. Il feudo tornò legittimamente ai Pelletta dopo alcuni anni.
Cisterna
    il feudo fu acquistato nel 1472 dai Pelletta, i quali dopo alcuni decenni lo cedettero ai Della Rovere


L'attività bancaria

I Pelletta iniziarono a svolgere questa attività presumibilmente in Francia.
Dalla fine del XIII secolo sino all'inizio del XV secolo possedettero numerose banche in Savoia e nella Valle d'Aosta. 
Nel 1297 Roberto Pelletta si fa garante di una certa somma per il conte Amedeo V di Savoia.
Nel 1310 risultano comproprietari di alcune banche a Chambéry. Montmélian, Saint Julien, Saint Michel, Evian, Bard.
Nel 1317 alcuni Pelletta risultano banchieri in Savoia: Daniele a Chambéry ed a La Chambre, Guglielmo e Giovanni a Salins Maurice, Enrico a Saint Michel in Moriana.
Nel 1413 il conte di Savoia Amedeo VIII autorizza l'attività dei Pelletta a Conflans.
Nel 1456 i beni di Giovanni Pelletta sono confiscati con l'accusa di usura ed incamerati dalla duchessa di Savoia Anna di Cipro.
Nel 1461 risultano banchieri a Conflans nel rendiconto dei Tesorieri di Savoia.


Bibliografia:
- DEZZANI Edoardo - Frinco, cenni storici - 1949
- MALFATTO Venanzio - Asti antiche e nobili casate - 1982 - (da cui è tratto lo stemma)
- SORISIO Roberto - Ricerche storico-giuridiche su Frinco - Tesi di Laurea- 1979
- VARESIO Giovanni - Frinco, storia cronaca immagini - 1999


- sabato 28 gennaio 2012

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